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San Giuseppe

Lectio 12 dicembre 2014

 

don Dario Bernardo M. oblato benedettino

 

Momento di preghiera su un uomo di cui si parla poco: Giuseppe

 

Vangelo di Matteo 1, 18-22

 

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati.

Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi. Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù.

 

Il natale celebra la Pasqua.

Nella storia dell’arte Giuseppe compare nel quinto secolo ed è spesso rappresentato come un vecchio ebreo. Gli appare il profeta Isaia che gli spiega cosa gli capita. Nel medioevo diventa sempre più partecipe nelle rappresentazioni dell’arte.

Giuseppe è raffigurato senza scarpe tra cespugli resinosi che col caldo prendono fuoco (Giuseppe è il nuovo Mosé che sta calpestando terreno sacro).

Dovremmo togliere i calzari sulla festa di Natale; c'è il natale festoso ed anche il Natale odiato per cui occorre andare coi piedi di piombo. Nel nord Europa Giuseppe è raffigurato senza pantaloni, in mutande perché, dice una leggenda, che erano in viaggio e non avendo stoffa per fare le fasce a Gesù; Giuseppe prese i suoi pantaloni per farle.

Viene in mente la samaritana che va da Gesù a mezzogiorno e lì lo incontra “nuda” senza protezioni, senza maschere. Anche il ragazzo che i soldati cercano di catturare davanti alla croce e fugge nudo e poi Adamo che fugge nudo.

Chiedersi com’è in realtà il mio natale quest’anno, mettiti a nudo senza armature davanti a Dio.

Espressione “portare i pantaloni”, cioè comandare, Giuseppe senza pantaloni rinuncia a dominare.

Quanto e come io domino, ciascuno di noi ha un proprio potere.

Il modo di dominare è quello di far soffrire le persone.

C’è la tentazione di dominare persino il natale (essere più buoni, voler sentire qualcosa di particolare). Quando smetti di voler controllare tutto (anche con mutismi e meccanismi soft).

I verbi di Maria: accoglie, avvolge in fasce (richiama la sepoltura).

Non è conveniente in questo contesto togliere i pantaloni, ma Giuseppe avvolge il bimbo con ciò che ha; portare a Natale ciò che siamo anche quegli aspetti di noi che sono sconvenienti.

Il vangelo di Matteo perché? E’ la nascita raccontata dal punto di vista di Giuseppe (quello di Luca dal punto di vista di Maria).

Torna il fatto che Giuseppe era giusto. C’è la giustizia dei benpensanti, usata come clava, che toglie la speranza ed un’altra che protegge il prossimo.

Maria essendo rimasta incinta prima del matrimonio doveva essere lapidata ed anche questa era giustizia e una giustizia che protegge il prossimo ed è quella giustizia che pur non essendo a posto con la legge lo è con il prossimo, che offre alle persone un posto in cui sollevarsi e poter vivere nella giustizia. Viene in mente padre Lataste che dice alle carcerate: Siete giustamente in carcere, ma con la sua giustizia offre un posto in cui poter sollevarsi e vivere da giusti. Padre Lataste aveva visto che Giuseppe non era nel canone della messa e chiese al papa che venisse messo e infatti adesso compare (nel canone “Romano”, il numero 1).

Esame di coscienza sulla nostra giustizia: offre alle persone un posto in cui sollevarsi e vivere nella giustizia?

Giuseppe ragiona su cosa fare, ma non può arrivarci da solo e Dio gli arriva con un sogno. In questi capitoli ogni volta Giuseppe sogna e Giuseppe ascolta i suoi sogni. Ho dei sogni? Dei desideri? Se no, me lo regalo a Natale e Dio non ti raggiunge senza sogni. I sogni sono importanti per ciascuno di noi.

Attenzione ai verbi di Giuseppe: pensa, riflette, ascolta, si alza (risorge). Giuseppe si sforza di capire il punto di vista di Maria ed anche del bimbo. Prese con sé, prendere in mano, difendere sono i significati del verbo usato.

La paternità ed il paternalismo. Giuseppe esprime una paternità senza cadere nel paternalismo che è forma di dominio. Società senza padre anche da parte della Chiesa. Occorre la maternità per far nascere e la paternità per proteggere il nato. Entrambi, Maria e Giuseppe, hanno paternità e maternità come ognuno di noi.

Disciplina, obbedienza sono di Giuseppe, ma bisogna ascoltare i sogni per agire in modo giusto. Senza sogni l’uomo è cieco.

Speriamo che in questo avvento stia nascendo qualcosa in noi ed affidarlo a Giuseppe, alla sua paternità e maternità.

Giuseppe si mette in cammino. E’ la figura del pellegrino che si pone sempre sulla strada ed a questo lo spinge un sogno. Forse lo spinge il sogno della sua vita. Quale sogno mi anima, mi scomoda e mi mette in cammino? Il sogno mi butta in cammino.