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Adorazione - Fratel Bordino

Autore: Rettoria di San Grato
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 ADORAZIONE  EUCARISTICA  IN  OCCASIONE  DELL’ACCOGLIENZA  DELLE RELIQUIE  DEL  BEATO  FRATEL  LUIGI  BORDINO

 

I poveri di Gesù Cristo sono nostri signori e nostri padroni, e noi non siamo degni di rendere loro i nostri piccoli servizi.

san Vincenzo de Paoli

 

Detti di san Giuseppe Benedetto Cottolengo

 

La preghiera è il primo ed il più importante lavoro della Piccola Casa, ciò che tiene in piedi la Piccola Casa sono la preghiera e la comunione eucaristica.

 

Non registrate ciò che la Provvidenza ci manda; essa è più pratica di noi nel tenere i conti e non vogliate sapere mai il numero degli assistiti, perché questo è un farle torto; non immischiatevi nei suoi affari e state tranquilli perché essa non ha bisogno di noi.

 

Ciò che talora non fa il cibo, lo fanno la buona grazia e la carità con le quali lo si somministra; perciò non abbiate le maniche strette, ma santamente generosi nel Signore.

 

La preghiera non disturba la carità, ma la aiuta; chi vive la carità trae forza e conforto dalla preghiera, se essa diminuisce vengono subito meno le forze e non si compie più bene il proprio servizio. No, la preghiera non indebolisce, ma rafforza la carità.

 

Mi sta a cuore sollevare i poveri dalle miserie corporali, ma molto di più liberarli dalle miserie dell’anima.

 

Guardate i cavalli del re, portano la testa alta e persino alta la coda e perché? Perché sono i cavalli del re. Voi terrete la testa alta perché siete figli di Dio!

 

Ricordiamoci spesso che siamo alla presenza di Dio.

 

Abbi pazienza e compatisci quella persona: è di buona volontà, se sbaglia non è per malizia o per cattiva volontà; farà poco, ma quel poco che fa lo fa volentieri e meglio che può; davanti a Dio fa molto e forse ha più meriti di altri che riescono bene in tutto ciò che fanno.

 

La Divina Provvidenza non manca, questo è di fede; dunque se manca a noi qualche cosa non può essere se non per mancanza di fiducia da parte nostra.

 

I poveri sono e saranno quelli che hanno da aprirci le porte del Paradiso.

 

Perché vi preoccupate per il domani? Se ci pensate voi al domani la Divina Provvidenza non ci pensa più, perché ci avete già pensato voi. Non guastate dunque la sua opera e lasciatela fare.

 

State tranquilli e non abbiate paura: noi tutti siamo figli di un buon Padre che più pensa a noi Egli, di quanto noi stessi si pensi a Lui.

Cerchiamo solamente di essere in pace con Dio, nella sua amicizia, ad amarlo e poi nessuna paura: Dio è là, ci conosce e cui guarda, anzi noi siamo in lui ed è impossibile che ci dimentichi.

 

Non facciamo economia con i poveri perché quanto abbiamo è tutto di essi e noi medesimi siamo di essi e non di altri.

 

Desidero che siate allegri, contenti: siamo tutti qui nella casa di Dio e appunto perché siamo nella sua casa non ci sarà mai il male tra noi; guardatevi dunque solamente dal male e state allegri perché l’allegria non ha mai guastato la santità e i santi sono i più contenti di tutti.

 

Se guardiamo alla nostra borsa, non ne abbiamo abbastanza neppure per comprare l’acqua, ma se guardiamo quella della Divina Provvidenza, più ne dà e più ne ha, di conseguenza andate avanti perché i poveri, nostri signori e padroni, sono tutti figli di questa stessa Divina Provvidenza.

 

Dal Salvatore Gesù di cui siete servi nella persona dei suoi poveri, ha da venire la forza per compiere il vostro servizio e per camminare sulla via della santità; spero che ogni giorno vi inebriate d’amore per l’Eucarestia e quando c’è questo amore non si sente più il freddo delle avversità.

 

Detti del beato fratel Luigi Bordino

 

Mi sento un povero. Anzi se i poveri sono i miei padroni, mi stimo fortunato di essere il loro garzone.

 

I titoli onorifici sono niente e servono a nulla se non sappiamo agire per puro amore di Dio.

 

Guardo Gesù presente nell’Eucarestia e sto tranquillo, lui mi parla, io lo ascolto e gli parlo.

 

Non voglio essere occasione di disordine. Specialmente i giovani han bisogno di vederci uniti e con le idee chiare.

 

Non perdere neppure un attimo perché di fronte all’eternità conta solo l’amore.

 

Quando gli viene diagnosticata la malattia: Facciamo tutte le cure che vanno fatte, ma per prima cosa sia fatta la volontà di Dio, fino alla fine voglio farla allegramente: sono questi i momenti della fede.

 

Avanti! Avanti con coraggio! Se tu sapessi come sul letto di malattia si capisce per chi si è spesa la nostra vita!

 

Di fronte all’eternità conta solo l’amore.

 

Non possiamo fare niente di meglio della volontà del Signore.