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Adorazione Febbraio 2011

ADORAZIONE  DEL  13  E  25  FEBBRAIO  2011

 

“Come è limitato il nostro sguardo, come presto si ferma, quanto assomiglia al pallore di una torcia accesa per un attimo in una notte immensa.

E quando si sente inferiore al suo compito e impotente colui che più bramava conoscere il suo tema, che ammetteva più ambizione nell’afferrarlo e orgoglio nell’esporlo, il giorno in cui vedendo quasi terminata l’opera e lo scopo raggiunto, l’ebbrezza della sua forza cade, la delusione finale e l’inevitabile disgusto per sé lo prendono ed egli si accorge di essere soltanto un’illusione fuggitiva, nel seno della illusione infinita…”

Sainte-Beuve

 

“Quando il cielo è spento dalle nuvole la superficie del lago è piatta metallica; quando brilla il sole essa si trasforma in uno specchio mirabile delle tinte del cielo e della terra.

Così, infatti, è della vita dell’uomo quando s’accende l’amore: il panorama è sempre lo stesso, il lavoro è sempre monotono o alienante, le città anonime e fredde, i giorni identici l’uno all’altro; eppure l’amore tutto trasfigura ed allora si ama tutto e tutto si vede con occhi diversi perché l’uomo sa che alla sera incontrerà la sua donna.

Perché l’uomo credente sa che alla sera incontrerà il suo Signore.

cardinal Gianfranco Ravasi

 

          “Nella prima fase del cammino, Dio agisce come una madre amorosa fa con il suo tenero figlio, che ella riscalda col calore del suo petto, nutre con il latte saporoso e con cibi delicati e dolci, porta sulle sue braccia e ricopre di carezze.

Successivamente, sempre a somiglianza di madre amorosa, vedendo che le anime sono alquanto cresciute, affinché diventino forti ed escano dalla fanciullezza, le allontana dal dolce petto, e, depostele dalle braccia, le avvezza a camminare con le proprie gambe, tralasciando le maniere di rapportarsi con bambini per adottarne altre più idonee a stimolare a cose più grandi e sostanziali”.

Juan De Bono

 

“Senza solitudine non esistono persone reali.

Più scoprite cosa è una persona, costatando ciò che un rapporto umano esige per rimanere profondo, più scoprite di essere soli; e che il metro della vostra solitudine è il metro della vostra capacità di comunicare.

La misura della vostra consapevolezza della chiamata trascendentale di Dio verso ogni persona è la misura della vostra capacità ad essere intimi con gli altri.

Se non vi accorgete che ogni persona con cui avete rapporti è chiamata ad una rapporto eterno e trascendente, che trascende ogni altra cosa, come potete mettervi in intima relazione con lei, dal vostro centro al suo centro?

Henri J. M. Nouwen

 

          “Nel vocabolario classico, la devozione è la vivacità, la freschezza, la prontezza nel servire a Dio volentieri, di cuore, con amabilità, con coraggio.

E’ dunque un’attitudine importantissima, il fiore più bello della vita spirituale.

Talora conosciamo persone che vivono la propria vocazione con noia, con tristezza, mentre la vita secondo lo Spirito richiede letizia ed entusiasmo.

Devozione vuol dire abbracciare di buon grado il sacrificio quotidiano, le frustrazioni della giornata, del nostro impegno apostolico, le aridità della preghiera e del cuore.

Per questo non può che essere un dono di Dio.

Possiamo compiere il nostro dovere bene, possiamo obbedire a Dio, senza la devozione, senza la luce.

“O Dio, tu sei la mia lampada”: la devozione è l’illuminazione divina nella vita.

Spesso noi crediamo che essendo ormai passati per diverse esperienze, ciò che conta è fare ogni cosa bene, e basta.

Questo è vero, ma non è in realtà possibile operare bene soprattutto verso gli altri se manca il sorriso dell’anima, l’amabilità, la cordialità.

La devozione è un altro aspetto del rischio di cui abbiamo parlato.

Rischiare, ad esempio, di affrontare le situazioni o le persone difficili, dicendo: Ti ringrazio, Signore, perché c’è una complicazione!

Oppure: Ti ringrazio perché da tanto tempo non incontravo difficoltà.

Sembra strano, ma è questa la forza della vita spirituale.

Quando sono di buon umore e viene qualche prete scusandosi di espormi le sue difficoltà perché, aggiunge, “lei ne ha già tante”, rispondo: Ma no, anzi la ringrazio perché sono qui proprio per avere delle difficoltà!

Come vedete, non è facile esprimere pienamente che cosa sia la devozione.

Tuttavia dobbiamo coltivarla, dal momento che non viene da sé, ma viene dal Signore.

Da sé vengono la fatica, la frustrazione, la stanchezza, il nervosismo, gli esaurimenti.

Sono, al contrario, doni di Dio la facilità, la gioia, la capacità di semplificare.

Forse la devozione è proprio la capacità di semplificare i problemi complicati.

Per coltivarla, per preparare il nostro terreno al dono della devozione, è necessario un lungo tempo di preghiera, l’ascolto calmo della Parola e la meditazione prolungata della Bibbia.

E’ dalla preghiera prolungata sulla Scrittura, infatti che zampilla lo Spirito santo come acqua sorgiva per l’anima.

Perseverare in questa preghiera, offrire gratuitamente a Dio il proprio tempo di preghiera, sprecarlo, nella certezza che prima o poi saremo irrorati nella nostra aridità dalla rugiada mattutina dello Spirito Santo.

Tutto questo è coltivare la devozione.

cardinal Carlo Maria Martini

 

“Per sua natura la misericordia non si forza, cade dal cielo sulla terra in basso come la pioggia gentile.

E’ due volte benedetta: benedice colui che la esercita e colui che la riceve; essa ha il suo trono nei cuori veri.

La misericordia è un attributo dello stesso Dio, e il potere terreno appare più simile a quello di Dio, quando la misericordia tempera la giustizia”.

William Shakespeare

 

“E’ triste costatare come non ci scuota neppure tanta abbondanza di misericordia elargita di continuo dal Signore a noi peccatori”.

san Giovanni Fischer